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Promosso dalla Fondazione COISPA e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) nell’ambito dell’accordo di filiera “Grandi Pelagici in Filiera OPPAP”, il progetto PAST ha l’obiettivo di migliorare le conoscenze biologiche, ecologiche e gestionali relative a due specie pelagiche di grande rilevanza economica e ambientale per la pesca italiana e mediterranea: il pesce spada (Xiphias gladius) e il tonno alalunga (Thunnus alalunga).

Il progetto “Piano d’Azione per il miglioramento della pesca del pesce spada e del tonno bianco-alalunga secondo lo standard di pesca sostenibile MSC” (acronimo P.A.S.T.), risponde alle raccomandazioni ICCAT 16-05 e 21-06, che richiedono il rafforzamento dei dati scientifici per la gestione sostenibile di stock soggetti a sovrasfruttamento. Le attività di ricerca, della durata di 24 mesi, prevedono la raccolta di campioni biologici (pinna anale e gonadi) per la determinazione di età, taglia e maturità sessuale, e l’impiego di tecnologie di telemetria satellitare (marche pop-up) per lo studio delle migrazioni verticali e geografiche, della sopravvivenza post-rilascio e dell’uso dell’habitat.

Le operazioni di marcatura saranno condotte in collaborazione con le marinerie di Acireale, Riposto, Pozzallo, Giardini Naxos, Messina, Reggio Calabria e delle isole Eolie, attraverso pescherecci selezionati. I dati trasmessi dai sensori satellitari e raccolti nei logbook di bordo consentiranno di validare i parametri biologici fondamentali, stimare la mortalità post-rilascio e valutare gli impatti delle diverse tipologie di palangaro tradizionale e mesopelagico.

I risultati attesi comprendono la produzione di mappe stagionali delle rotte migratorie, degli habitat riproduttivi e preferenziali, la validazione dei parametri biologici e la redazione di un report finale corredato da raccomandazioni gestionali per una pesca sostenibile.

Infine, il progetto mira a promuovere pratiche di pesca responsabili e sostenibili, favorendo il coinvolgimento diretto dei pescatori e la diffusione dei risultati alle comunità costiere, contribuendo così al rafforzamento della governance partecipata e della consapevolezza ambientale nel settore dei grandi pelagici mediterranei.

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